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E’ la storia di Cotronei, la dignitosa storia di Cotronei che viene presa in esame in questo testo. Si lega ad avvenimenti regionali e territoriali, a cui non si può fare a meno di far riferimento, ma il presente lavoro prende soprattutto in esame gli avvenimenti locali, dall’antichità allo scorrere della vita attuale. L’osservazione dei luoghi, l’esame dei documenti, le notizie attinte in archivio e da fonti attendibili, sono i soli elementi che hanno contribuito alla sua ricostruzione storica, passo dopo passo. La veste tipografica è snella, divisa in capitoli, facile da consultare da ogni fascia culturale e di età. Sono state prese in esame le varie parti del territorio spesso percorso passo per passo, grazie alla collaborazione dell’Ufficio Tecnico, e per ogni area è avvenuto la verifica del passato e l’esame del presente. In esame anche l’area territoriale appartenente al Parco Nazionale.
Talvolta sono state fatte nuove scoperte nel territorio tramite l’individuazione di tracce visive di antichi reperti, quali monoliti segnati da secoli a delimitazione dei territori, antiche mura, vie e tratturi, incisioni nelle grotte, ma soprattutto tramite documenti d’archivio. Le origini del paese sono emerse già dall’osservazione della situazione territoriale.
L’esame della situazione socio economica del sito in cui il vicus sorse, fin dalla preistoria ha dettato le motivazioni della nascita del primo agglomerato urbano divenuto poi un congruo centro abitato, infine una cittadina. Le orme persistono tutte, dai tratturi vallivi a quelli montani, per finire agli insediamenti rupestri. Lo studio delle vie istmiche, nello stesso tempo transenne transumanti, è quello che più ha consolidato il concetto di un vicus nato lungo percorsi importanti, in un territorio in cui Brettii, Greci e Romani si sono alternati, poi per cedere il posto, in periodo medievale e post medievale, ad un monachesimo onnipresente.
Ma il periodo più fascinoso della storia dell’antico vicus di Cotronei risale all’epoca delle immigrazioni greco albanesi che vide nel piccolo abitato due etnie quasi parallele in una collaborazione ed in una convivenza armonica. Operarono spiritualmente perfino due chiese, la latina e la greco-ortodossa. Una convivenza solo ostacolata dai prelati sanseverinese e dai feudatari locali che agli inizi del ‘600 ne decretarono la fine a vantaggio della chiesa di Roma.
Gli avvenimenti storici di Cotronei pur legati ad altri centri del territorio prospettano comunque nell’insieme una operosità soprattutto individuale. L’esame delle notizie desunte dal catasto onciario del 1753/54 detta elementi di conoscenza particolari non solo sulla piena integrazione delle varie etnie ma anche sulle attività economiche dei suoi abitanti, attività frenetiche, di gente in gran parte proprietaria di abitazione e di vigna; le attività numerosissime: pastorizia, bosco, agricoltura, pece, servizi, quindi sale, zolfo, terme, filatura del lino e della seta e così via. Il legame con altri centri fu forte, ma la individualità del mercato del lavoro e delle merci per l’antica Cotronei è assolutamente da sottolineare. Quando si parla di brigantaggio si tocca una nota particolare per Cotronei, il paese ha subito violenti scosse politiche in periodo pre e post unitario, oppresso da briganti ma anche dalle gravi carenze dei governi sabaudi in quanto a giustizia sociale, ad occupazione giovanile, a politica fondiaria.
Più vantaggioso il novecento per Cotronei quando il suo territorio fu eletto in gran parte a bacino idroelettrico e la popolazione godette di un salto di qualità economico ma soprattutto culturale e sociale.
Lo studio della storia della cittadina di Cotronei porta ad una maggiore conoscenza dell’attuale realtà territoriale … lo storico Pesavento ammette infatti che: “La storia locale sta guadagnando grande dignità in quanto per vivere e dare significato ad un presente sempre più complesso e difficile, dobbiamo indagare e recuperare di continuo un passato …” E’ proprio per questo che il presente libro non perde di vista gli avvenimenti che caratterizzarono questo lembo di territorio da cui emergono la laboriosità del popolo di Cotronei, l’utilizzazione ecosostenibile delle risorse idriche, mineralogiche, l’amore per le tradizione, la dignità nel rispetto dei propri principi. Il successo di un popolo si misura sulla storia che lo ha contraddistinto nei secoli … e per Cotronei si aggiunga infine anche il fascino di un paesaggio ornato da una mirabile biodiversità.

 

DIDASCALIA:

Carta Austriaca del 1819; da notare l’erronea dizione del toponimo Cotronei per evidente assonanza con la vicina Cotrone (Crotone). La viabilità dalle valli fluviali all’area di Cotronei è contrassegnata con tratteggio rosso ed è indicativa del percorso degli antichi tratturi che dalle anse del fiume Neto e del Tacina convergevano nell’area suddetta, baricentro tra il Marchesato e i pascoli montani. L’asse viario proveniente dalla valle del Neto contrassegna tra l’altro la via “Pubblica Regia” Crotone-Cosenza che giocoforza rimarcava in gran parte la più antica via istmica “Kroton-Thempse”.